remember this, kids!
via indiescene:
(via rebjukebox)
Cinquesensi longplaying forever
La solitudine dei rimpianti - The loneliness of regrets
ANNIE LENNOX
Un buon inizio!
Tanto per cominciare si dovrebbe iniziare morendo, e così tricchete tracchete il trauma è bello che superato. Quindi ti svegli in un letto di ospedale e apprezzi il fatto che vai migliorando giorno dopo giorno. Poi ti dimettono perché stai bene e la prima cosa che fai è andare in posta a ritirare la tua pensione e te la godi al meglio. Col passare del tempo le tue forze aumentano, il tuo fisico migliora, le rughe scompaiono. Poi inizi a lavorare e il primo giorno ti regalano un orologio d’oro. Lavori quarant’anni finché non sei così giovane da sfruttare adeguatamente il ritiro dalla vita lavorativa. Quindi vai di festino in festino, bevi, giochi, fai sesso e ti prepari per iniziare a studiare. Poi inizi la scuola, giochi con gli amici, senza alcun tipo di obblighi e responsabilità, finché non sei bebè. Quando sei sufficientemente piccolo, ti infili in un posto che ormai dovresti conoscere molto bene. Gli ultimi nove mesi te li passi flottando tranquillo e sereno, in un posto riscaldato con room service e tanto affetto, senza che nessuno ti rompa i coglioni. E alla fine abbandoni questo mondo in un orgasmo!
Un mondo migliore?
E’ qualche notte che non solo sono afferrato dal timore che salendo la luce del giorno, si annunci un nuovo giorno spaccato, diviso, tra altre battaglie, accadimenti incredibili, madri colpite, figli scomparsi, violenze urbane, dove si inneggia a deità supreme, ognuno il migliore, il più saggio, il più giusto armano le mani di maldestramente indottrinati o superficialmente insensibili al disastro che ci sta attorno, anatemi cattolici, inneggiamenti alla sacralità familiare e il disprezzo per le forme d’amore altrui, ma non basta, ci sono pure cose che ci fanno sorridere oppure pensare al piccolo mondo degli sfruttatori della bellezza e intanto la politica e i suoi santoni vivono “trenta metri sopra il cielo” dell’operaio, del ricercatore, della famiglia: si calcola in milioni di adepti l’indotto attorno ai guru democratici e libertari gonfi di quell’astrattismo verbale che ormai ci ha annichilito e schiacciato, e poi il quotidiano incredibile inverosimile eppure tragicamente impensabile martirio di un figlio da una madre che lo rifiuta, il paese (forse) degli orrori della pedofilia, la mercificazione del piacere ai più alti livelli dei governanti, l’esibizione ostentata dell’incorruttibile bellezza, mai dell’animo e sempre più del posticcio, dove imperversano i dibattiti televisivi, tanto amati dal ruffiano cortigiano Vespa e dai successori dinastici di Costanzo.
Il mondo è cambiato, dobbiamo anche noi, cambiare, e non solo con la tecnologia applicata alla tv.
Si riesce persino quasi, a non aver paura tra le mura domestiche, violate la notte da “banditi” e ogni giorno tutto è diventato normale.
Nell’attimo che attendo per alzarmi, tutto è residuo del pensiero, risucchiato in un gorgo vorticoso e ondeggiante e l’unica cosa che desidero è quella di svegliarmi in un mondo migliore.
Una volta la TV rideva, ora fa piangere
La TV mi aveva già convinto quando avevo nemmeno otto anni, in un’Italia diversa - e per certi aspetti tragicamente alla ricerca di un sorriso, di notizie e di varietà scacciapensieri - finita la cena con minestra, tozzetti di pane a corroborare la pesca miracolosa delle croste di formaggio talmente sottili che si scioglievano in bocca e con la mela in mano, correvo alla latteria vicino casa a guardare, senza incitare il barista per una consumazione che non avrei potuto pagare, mi sedevo a terra quasi perpendicolare alla televisione a bocca spalancata, guardare i ventagli di Carosello aprirsi aspettando l’esilarante: “Un, due, tre” con gli infrangibili, Tognazzi e Vianello, colpiti anche loro persino dalla “benedettina censura” che sfiorando con le loro edulcorate battute i bacchettoni dell’epoca, politici e governanti, vennero arrostiti dai bigotti della clericale morale dell’epoca.
Dimenticavo: il barista mi regalava o forse voleva che mettessi su un po’ di ciccia, un bel frappè di latte e banana.
Il deserto e la foresta profumano le tue trecce grevi, il tuo capo ha gli atteggiamenti dell’enigma e del segreto) C. Baudelaire)
Danzatrice indiana
(via hotelmessico)
Cinquesensi impagabile se fatto con passione e perizia!
invaluable if done with passion and skill!
tonguette!
kagapoco kinonfamoto

